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CONTROSTORIA FUTURA

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LA STORIA DELLA CAVALLERIA ITALIANA IN UN LIBRO DI DARIO TESTI
La Cavalleria, L’impiego tattico dalle origini alla carica di Isbuscenskij

Storia della Cavalleria Italiana“La Cavalleria, L’impiego tattico dalle origini alla carica di Isbuscenskij” è il frutto della ricerca e della passione di un giovane storico, che ricostruisce in un testo agile e scorrevole la storia della cavalleria dall’antichità alla battaglia di Isbuscenskij, l’ultima carica alla sciabola tra due eserciti regolari.
Strumento privilegiato di sfondamento presso gli antichi macedoni e galli, incubo delle fanterie tra i secoli centrali e la fine del Medio Evo, la cavalleria e il suo impiego sono fortemente limitati dall’invenzione delle armi da fuoco e dall’impiego della picca, che nel XVI secolo torna sui campi di battaglia d’Europa. Napoleone Bonaparte, generale e imperatore di Francia, recupera il ruolo dei centauri e li scaglia contro la fanteria avversaria armati di sciabola e lancia, fino al disastro di Waterloo. Nell’ultimo quarto del XIX secolo l’ingegner Hiram Maxim, come apice della straordinaria evoluzione tecnologica degli armamenti, progetta e brevetta l’omonima mitragliatrice, la prima arma automatica in grado di esplodere 500 colpi al minuto. Ormai nella Prima Guerra Mondiale, e ancor più nella Seconda, il ruolo tattico della cavalleria è obsoleto: l’aviazione la priva del ruolo esplorativo, i corazzati dello sfondamento e le mitragliatrici abbattono i soldati che sono posti su di un piedistallo dalla cavalcatura e che non hanno la possibilità di sdraiarsi al suolo o di trincerarsi. Questo testo ricostruisce la storia della cavalleria e del “Savoia”, uno dei reggimenti montati del Regio Esercito Piemontese e poi di quello Italiano, fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando un apparato bellico impreparato e una nazione priva di materie prime affrontano imperi coloniali e colossi industriali. Sul fronte sovietico, nelle immense steppe con un clima tra i meno inadatti all’esistenza umana, 227.000 fanti in grigio-verde affrontano un nemico preponderante privi dei mezzi per contrastarlo e delle stesse uniformi idonee per ripararsi dall’inclemente “generale inverno”. Il 24 agosto 1942 il Savoia cavalleria carica, sciabola alla mano, la fanteria russa trincerata e dotata di armi automatiche e artiglieria: inaspettata, insperata la vittoria arride agli italiani e gli stessi protagonisti si stupiscono delle loro gesta. Ma non è l’inizio di un nuovo capitolo, solo l’epitaffio a un corpo che ormai non ha più ragion d’essere, a pochi anni dal lancio delle bombe atomiche sul Giappone.
Il volume di Testi è arricchito da 32 tra fotografie e dipinti, oltre a documenti e tabelle, più 2 cartine e 12 illustrazioni dell’autore. 

Dario Testi, La Cavalleria, L’impiego tattico dalle origini alla carica di Isbuscenskij
Formato 17 x 24 cm, Casa editrice IBN Editore, Pagine 134, Prezzo € 15.00

Daniele Lembo