“La Cavalleria, L’impiego tattico dalle origini alla carica di Isbuscenskij” è il frutto della ricerca e della passione di un giovane storico, che ricostruisce in un testo agile e scorrevole la storia della cavalleria dall’antichità alla battaglia di Isbuscenskij, l’ultima carica alla sciabola tra due eserciti regolari.
Strumento privilegiato di sfondamento presso gli antichi macedoni e galli, incubo delle fanterie tra i secoli centrali e la fine del Medio Evo, la cavalleria e il suo impiego sono fortemente limitati dall’invenzione delle armi da fuoco e dall’impiego della picca, che nel XVI secolo torna sui campi di battaglia d’Europa. Napoleone Bonaparte, generale e imperatore di Francia, recupera il ruolo dei centauri e li scaglia contro la fanteria avversaria armati di sciabola e lancia, fino al disastro di Waterloo. Nell’ultimo quarto del XIX secolo l’ingegner Hiram Maxim, come apice della straordinaria evoluzione tecnologica degli armamenti, progetta e brevetta l’omonima mitragliatrice, la prima arma automatica in grado di esplodere 500 colpi al minuto. Ormai nella Prima Guerra Mondiale, e ancor più nella Seconda, il ruolo tattico della cavalleria è obsoleto: l’aviazione la priva del ruolo esplorativo, i corazzati dello sfondamento e le mitragliatrici abbattono i soldati che sono posti su di un piedistallo dalla cavalcatura e che non hanno la possibilità di sdraiarsi al suolo o di trincerarsi. Questo testo ricostruisce la storia della cavalleria e del “Savoia”, uno dei reggimenti montati del Regio Esercito Piemontese e poi di quello Italiano, fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando un apparato bellico impreparato e una nazione priva di materie prime affrontano imperi coloniali e colossi industriali. Sul fronte sovietico, nelle immense steppe con un clima tra i meno inadatti all’esistenza umana, 227.000 fanti in grigio-verde affrontano un nemico preponderante privi dei mezzi per contrastarlo e delle stesse uniformi idonee per ripararsi dall’inclemente “generale inverno”. Il 24 agosto 1942 il Savoia cavalleria carica, sciabola alla mano, la fanteria russa trincerata e dotata di armi automatiche e artiglieria: inaspettata, insperata la vittoria arride agli italiani e gli stessi protagonisti si stupiscono delle loro gesta. Ma non è l’inizio di un nuovo capitolo, solo l’epitaffio a un corpo che ormai non ha più ragion d’essere, a pochi anni dal lancio delle bombe atomiche sul Giappone.
Il volume di Testi è arricchito da 32 tra fotografie e dipinti, oltre a documenti e tabelle, più 2 cartine e 12 illustrazioni dell’autore.
Dario Testi, La Cavalleria, L’impiego tattico dalle origini alla carica di Isbuscenskij
Formato 17 x 24 cm, Casa editrice IBN Editore, Pagine 134, Prezzo € 15.00
Daniele Lembo