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CONTROSTORIA FUTURA

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Antonio de Pascale


CON MUSSOLINI DAL FRONTE GRECO ALLA LOTTA CLANDESTINA AL SUD
Testimonianza di un sopravvissuto

Edizioni Settimo Sigillo, Roma, 2004. pp. 169, Euro 16,00

In questo libro di Antonio de Pascale, tra la Campagna di Grecia e la lotta clandestina fascista al Sud, dopo l’8 settembre, c’è tutta la voglia del combattente per l’Onore della propria Patria e delle proprie convinzioni ideologiche.
Nelle pagine del libro troviamo la volontà di un soldato di Mussolini di non arrendersi ma di continuare, sempre e comunque, la battaglia per la difesa delle Idee che il Duce aveva lanciato al mondo.
Chi le legge sente rinascere in se la fede che le anima, e la volontà di lottare per difenderle.

Enzo Erra

Coprotagonista del libro è Benito Mussolini: un Mussolini intimo, un condottiero insonne, ma animato da profonda umanità, della quale non avevamo ancora sentito parlare, ma di cui non si può dubitare per la concreta descrizione di vicende testimoniate con sentita devozione e franca riconoscenza da de Pascale.
Un Mussolini che in guerra, nell’infuriare di una lotta atroce, avversato da contrarie vicissitudini e dalle insidie sotterranee di traditori massoni, annidati fin nelle più alte cariche delle Forze Armate e perfino dentro la reggia, pure trova il tempo e l’energia per seguire personalmente le vicende dei feriti negli ospedali da campo e poi ancora all’ospedale “Rizzoli” di Bologna.
In queste pagine conosciamo un lato che ci era stato accuratamente nascosto di un Uomo, un vero Uomo.
Un Italiano veramente grande, capace di amare profondamente, smisuratamente il suo popolo.

F. F.

ANTONIO DE PASCALE – ha compiuto gli studi di Architettura a Napoli, allievo e poi assistente di Marcello Canino. Capomanipolo della Milizia Universitaria – Legione Goffredo Mameli – partì volontario in guerra con la Divisione Bari. In Grecia fin dal 1940, durante la sanguinosa battaglia di Quotq 731 – Monastir, mentre da tenente era al comando di una compagnia, fu gravemente ferito.
L’azione era stata seguita, dall’osservatorio della Divisione Bari, da Mussolini che, in quei giorni era in visita al fronte e fu grazie al suo personale intervento che i feriti più gravi di quel valoroso assalto furono trasportati con urgenza in Italia per ricevere le cure appropriate.
Dopo numerose operazioni e una lunga convalescenza partecipò alla resistenza clandestina al Sud di cui, dopo l’arresto del principe Pignatelli e di Di Nardo, divenne il capo.
Arrestato a sua volta nel giugno 1944 fu imprigionato a Poggioreale e liberato solo nel 1946 per l’amnistia.
Nel dopoguerra ha svolto attività universitaria e di libera professione, senza trascurare però una intensa e coerente, ferocemente contrastata attività politica; fu a capo dei Far, Fasci d’Azione Rivoluzionaria, a Napoli.