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CONTROSTORIA FUTURA

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GLOBALIZZAZIONE. L’egemonia dei paesi di tradizione anglosassone

 Segnaliamo due libri che si completano nell’analisi dell’attacco attuale all’indipendenza politica ed economica degli Stati dell’intero mondo.

La storia odierna di questo pseudo-cosmopolitismo a guida anglosassone è stata preceduta dal dipanarsi di una stessa coerente strategia che ha portato a due guerre mondiali combattute, secondo l’ipocrita immagine corrente, per “liberare” il mondo prima dal militarismo prussiano, e poi dal “totalitarismo nazifascista”,  mascherando invece così reali interessi economici e politici delle potenze che sono riuscite  a conquistare la leadership mondiale.

Spetta a Vincenzo Caputo, autore del libro Da Sarajevo a Pearl Harbor – Gli Anglo-americani alla conquista del mondo,  Ediz. Settimo Sigillo, il merito di aver per primo analizzato e documentato le fasi che hanno preceduto lo scoppio dei due conflitti, riuscendo a far ruotare di 180° l’ottica di “quella verità”, dando un contributo determinante per una seria revisione della storia mondiale, com’è sinteticamente espresso nel titolo.

Il libro di Caputo, già recensito sul nostro sito, e gli altri due che qui di seguito presentiamo, costituiscono una trilogia che finalmente ci apre la strada alla scoperta della verità storica da troppo tempo nascosta dal totalitarismo culturale politically correct .

 

GEOFOLLIA –  L’ATTACCO GLOBALISTA  AGLI STATI  NAZIONALI

 

 Aldo Di Lello, responsabile delle pagine culturali de “Il secolo d’Italia”, in questo suo essenziale volume, tratta incisivamente e agilmente del tentativo delle forze globalizzatrici di sovvertire l’ordine mondiale integrato in Stati sovrani e indipendenti, per  costruire un “muovo ordine” basato sulla standardizzazione tecnico economica e sul  cosmopolitismo “umanitario”.

L’Autore smaschera l’ipocrisia del cosiddetto “interventismo umanitario” che, creando più problemi di quanti ne risolva, e più vittime di quante fossero state causate dagli scontri a cui si sarebbe voluto porre rimedio, riesce però a ben mascherare reali interessi economici e geopolitici delle potenze egemonizzatrici, come dimostrato dalla guerra per il Cossovo.

Citando gli insegnamenti di Carl Schmitt, Aldo Di Lello indica l’Europa come unico ostacolo a questo processo di “oceanificazione del mondo” ( per Schmitt si intende “l’oceano” come il luogo senza limiti e senza legge). Ma si auspica un’Europa che sappia ritrovare in se stessa una diversa visione del mondo non disgiunta dalla concretezza della vita, degli uomini e del loro lavoro, capace di contrapporsi  al tentativo globalizzatore, che trova i suoi principali propugnatori nei paesi di tradizione anglosassone.

La polis  quindi contro la cosmopolis, in nome di valori che riemergono dal tempo, perché la globalizzazione non può annullare lo spazio fisico, che va invece ripensato sul modello dei grandi spazi di civiltà, ognuno capace di concepire una propria strada ; quindi, oltre all’europeo ed all’americano, si confrontino tra loro (senza scontrarsi) i grandi spazi slavo, cinese, indiano, islamico, in grado di produrre una modernizzazione “plurale” perché non vincolata ad un unico modello astratto ed omologante, che soffoca i valori tradizionali e spirituali.

L’acuirsi della crisi tra occidente e mondo islamico, ampiamente prevista nel libro, uscito nel 2001, rende ancora più attuale ed interessante il volume, che aveva annunciato questa crisi come conseguenza della geofollia americana “vestita di ideali e nutrita dalla volontà di potenza”.

Aldo Di Lello, Geofollia – L’attacco globalista agli Stati nazionali, Sovera Multimedia, Roma, 2001.

 

ATTI DI AGGRESSIONE E DI CONTROLLO

 

L’Autore  Noam  Chomsky, giudicato dal “New York Times” probabilmente il più grande intellettuale vivente, svolge un’analisi spietatamente obiettiva della politica internazionale americana.

Facendo riferimento alla “Dichiarazione universale dei Diritti umani” ed alle violazioni di quella stessa solenne Dichiarazione compiute dagli Stati Uniti, Chomsky  afferma che gli States hanno sempre anteposto i loro interessi nazionali a qualsiasi convenzione, trattato o  accordo internazionale, o a qualsiasi decisione delle Nazioni Unite.

Inoltre gli Stati Uniti giudicavano e giudicano di poter definire “ Stato criminale” un paese che avesse il possesso  di quelle armi di cui gli Usa potevano invece disporre e disponevano liberamente.  Essi sono anche l’unico paese che ha usato l’arma atomica contro obiettivi di carattere esclusivamente civile come Hiroshima e Nagasaki.

Gli Usa propagandano la democrazia; ma è facile dire che ci vuole la democrazia, invece è un fatto indiscutibile  che la democrazia è limitata quando le risorse e i mezzi di comunicazione sono concentrati in poche mani. Come avviene in America, ma anche altrove,  aggiungiamo noi.

Noam Chomsky, Atti di aggressione e di controllo, Marco Tropea Ed. Milano, 2000.


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