Roberto Azzalin
VIVA IL MIGLIAVACCA!
Lo splendido bollettino n. 218 diramato l’11 Gennaio 1941 –
Anno XIX dal Quartiere Generale delle Forze Armate, dava notizia e confermava
l’entusiasmante notizia dell’abbattimento di un bombardiere medio bimotore Bristol
Blenheim IV, specialità bombardamento, ad una quota di 2.500 m. nel cielo
del Golfo di Napoli da parte di un venticinquenne valoroso e semplice pilota
varesino (che da borghese era disegnatore tecnico presso l’Aeronautica Macchi
di Varese alle dirette dipendenze niente meno che dell’Ingegner Mario Castoldi,
“padre” dei leggendari apparecchi da caccia MC 200, MC 202 e MC 205) il Sergente
Giordano Bruno Migliavacca (fratello della mia nonna materna, Ines Migliavacca)
a bordo del suo caccia - personalizzato con il “Mago Bacù” - a motore
stellare MC. 200; apparecchio costruito tra l’altro proprio a Varese dalla prestigiosa
fabbrica di apparecchi da caccia.
La notizia dell’audace ed intrepida impresa aeronautica, fu accolta con vivo
compiacimento ed esultanza da parte di tutto il popolo napoletano che si rassicurava
per la presenza dei prodi cacciatori dell’Arma Azzurra in difesa della città
partenopea, la cui base del prestigioso 51° Stormo C.T. – XXI Gruppo - 356a
Squadriglia (di cui il nostro audace pilota varesino faceva orgogliosamente
parte e per la quale registrò quel giorno anche la sua prima vittoria)
era a Capodichino.
Così il mio glorioso Avo riportò minuziosamente ad un giornalista
di un quotidiano napoletano tutti i particolari del cruento combattimento, durante
un volo di crociera di vigilanza sul Golfo di Napoli, che lo vide tornare vincitore:
““Venerdì alle 12.30 – egli ha detto – partii per un volo di vigilanza
sopra il golfo della città. Ero sui duemila metri quando ad una quota
superiore alla mia vidi un apparecchio piccolo data la distanza, con una sagoma
che m’insospettì. Caricando le armi puntai su di lui. Nel frattempo anche
le batterie cominciavano a sparare tanto che mi vidi circondato da batuffoli
d’antiaereo. Non avendo più nessun dubbio gli tagliai la strada della
fuga ed a circa trecento metri gli scaricai addosso raffiche di mitragliatrice
insistendo sino a Capri dove vidi il motore sinistro dell’apparecchio incendiarsi
lasciando una densa scia di fumo nero. Tutto sbandato a sinistra continuò
la sua corsa verso il mare infilandosi nelle acque al largo di Capri. Io non
avevo più un colpo da sparare”.
Il bombardiere medio della RAF si inabissò nel tratto di mare che separa l’isola
di Capri da quella di Ventotene. Nessuno dei tre uomini a bordo (pilota, navigatore
e mitragliere) del Bristol Blenheim IV si salvò. Il Sergente Pilota Migliavacca
atterrò alle ore 13.05.
Molteplici furono i riconoscimenti della generosa cittadinanza che volle inviare
al suo giovane eroe.
Si ricorda ad esempio che il Commendatore Cuccurullo, allora Amministratore
Unico della Saten (la Società che gestiva i più importanti cinema
napoletani) inviò una nobilissima lettera con allegate ben mille lire
al pilota vincitore; il Signor Esposito Salvatore, noto fabbricante di guanti
in pelle, volle a sua volta inviare al pilota combattente Migliavacca una lettera
di congratulazioni unitamente a cento lire ed a un buono per l’acquisto di uno
splendido paio di guanti; il proprietario del noto ristorante Milano, il Signor
Giuseppe Panza addirittura offrì un mese di pensione completa e gratuita
a tutti quei valorosi piloti che in futuro avrebbero seguito l’esempio del Sergente
Migliavacca abbattendo un apparecchio nemico nel cielo napoletano.
I riconoscimenti più grandi furono però espressi dalle letterine
inviate al pilota dai bambini napoletani che vollero ringraziarlo per quell’impresa
vittoriosa: Migliavacca divenne l’eroe di quei piccoli italiani.
Il vice segretario Federale, avvocato Stahly in rappresentanza del Federale,
ed il Podestà Orgera, si recarono personalmente il giorno 11 proprio
alla base aerea della Squadriglia del pilota Migliavacca per rendere omaggio
al baldo pilota varesino ed alla valorosa Arma Azzurra. Il Podestà per
conto dei suoi rappresentanti volle rivolgersi, con vibranti parole, in qualità
di combattente a combattente, un caloroso saluto al Migliavacca che aveva così
coraggiosamente abbattuto quel bimotore inglese nel cielo di Napoli, commovendo
non solo l’interessato ma anche tutti i ragazzi di quella meravigliosa Squadriglia.
I cacciatori della 356a unitamente al Sergente Pilota Migliavacca ed al loro
Comandante Capitano A.A.r.n. Pilota Sant’Andrea Vincenzo, dopo aver ricevuto
i doni a loro indirizzati per la vittoria riportata dal combattente varesino
decisero con grande spirito cameratesco e patriottico di donare generosamente
tutti quei premi, veri attestati di profonda simpatia, a beneficio degli orfani
di guerra ed alle vittime delle incursioni aeree su Napoli.
Fu un grande gesto ammirevole e nobilissimo che contraddistinse ancora una volta
il pilota Migliavacca ed i piloti di quella fantastica Squadriglia, vero esempio
concreto di umanità.
Il Sergente Maggiore Migliavacca, il mio valoroso zio Bruno, incarnò
veramente la generosità e l’ eroicità tipica dei soli piloti italiani
combattenti, che sprezzarono fino al loro Sacrificio Estremo il pericolo.
Ho curato personalmente la biografia del Sergente Maggiore Pilota Giordano Bruno
Migliavacca (1915-1944) nel mio libro edito a Varese nel 2003 da Macchione Editore:
Caro valoroso Migliavacca, le imprese di un pilota varesino
Roberto Azzalin varesino di origine ma gallaratese di adozione, si laurea nell’A.A.
1994-1995 in Lingue e Letterature Straniere all’Università IULM di Milano
con la tesi: Percezione di Valsesia, Lombardia e Canton Ticino da parte di un
viaggiatore inglese dell’800: Samuel Butler.
Dopo gli studi universitari, in qualità di Ricercatore di Storia Locale, ha pubblicato i seguenti volumi:
Cartoline dal Sacro Monte di Varallo
Un meraviglioso viaggio in compagnia di un brioso turista vittoriano: il Dottor
Samuel Butler
Macchione Editore, Varese, 1998
Valsesia
Rivisitazione della guida alpinistica di Don Luigi Ravelli, attraverso cartoline
della Val Sesia d’inizio ‘900
Macchione Editore, Varese, 2001
Caro valoroso Migliavacca
Le imprese di un pilota varesino
Macchione Editore, Varese, 2003
Caro valoroso Migliavacca, le imprese di un pilota varesino
Il volume, curato dal Dott. Roberto
Azzalin, pronipote del pilota Giordano Bruno Migliavacca (fratello maggiore
della nonna materna Ines) è la biografia edita da Macchione, di un varesino,
nato a Milano nel 1915, che ha dedicato tutta la sua esistenza, fino all’ultimo
decollo del 12 agosto 1944, al volo.
Il testo è uno splendido viaggio nel passato glorioso della Storia della
nostra Aeronautica, in quanto le fotografie in bianco e nero inerenti ai pionieristici
voli del Migliavacca - pilota sportivo - con i primordiali alianti dal Campo
dei Fiori, si susseguono in una minuziosa ricerca di documentazione anche agli
anni a venire, inerenti le vittorie dello stesso pilota, che negli anni del
Secondo Conflitto si distinse come pilota combattente da caccia.
Migliavacca ottenne la sua prima grande vittoria, a bordo del monoplano a motore
stellare Macchi MC. 200 (che risultò essere tra l’altro anche il primo
abbattimento della sua stessa Squadriglia: la mitica 356a, il cui campo di volo
era a Capodichino) il 10 gennaio 1941, fino ad ottenere altre significative
vittorie, in particolare quelle ottenute nei cieli di Sicilia: di Capo Scaramia
il 6 dicembre 1941 (Piana di Gela) e di Punta Zafferano il 3 febbraio 1943 (Palermo),
in cui, a bordo del caccia Macchi MC. 202, il pilota cacciatore varesino abbatté
in fiamme due “Superfortezze Volanti”.
Il volume è corredato inoltre da schede tecniche in cui vengono riportati
tutti i dati non solo dei caccia del Sergente Maggiore Migliavacca ma anche
degli apparecchi da lui abbattuti nei diversi vittoriosi combattimenti con accattivanti
fotografie.
In “Caro valoroso Migliavacca”, Azzalin ha inserito anche le letterine scritte
dai bambini napoletani che inviarono premurosamente al loro “eroe” i ringraziamenti
per avere salvato la loro bella città dall’incursione del bombardiere medio
della RAF Bristol Blenheim IV, il 10 gennaio del 1941 ed articoli tratti da
quotidiani dell’epoca, inerenti alle imprese vittoriose del baldo pilota.
Il volume è inoltre impreziosito dall’ autorevole presentazione redatta
dal tradatese Ing. Bazzocchi, il “padre” delle attuali Frecce Tricolori - la
nostra invidiata Pattuglia Acrobatica - che fu amico del Migliavacca.
Il giovane Migliavacca morì, per un incidente di volo (sabotaggio?) nell’adempiere
al proprio dovere, il 12 agosto 1944, nel collaudare un nuovo caccia Macchi
MC. 205: Cadde nella brughiera attorno ad Arsago Seprio (non lontano dalla Malpensa)
come attestano le cronache di quell’infausto giorno.
Ci piace credere che a bordo con il coraggioso Migliavacca quel giorno maledetto,
ci fosse con lui anche il suo cagnetto, che per uno strano e avverso gioco di
un crudele destino non lo volle proprio abbandonare in quell’ultimo fatale volo.
Azzalin ha voluto immortalare nel suo volume anche la fedele mascotte con un
bel primo piano in cui la bestiola posa seduta su uno dei due piani di coda
del caccia di quel valoroso e generoso combattente dell’aria.
Il libro è disponibile
presso l’autore ( tel. 0331 – 784778 ) al prezzo di € 12,00 più le spese
di spedizione di € 3,00 per Posta Prioritaria.