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Ettore Muti - Libro Ettore Muti - la vita e l’azione di un eroe dimenticato

di Giampaolo Costa

Per i tipi della MA.RO. Editrice, è stato edito un saggio dal titolo “Ettore Muti - la vita e l’azione di un eroe dimenticato”.
Il nuovo libro su Ettore Muti è scritto da Giampaolo Costa, medico presso la Divisione di Chirurgia dell’Ospedale di Fondi (LT), ed alla sua prima esperienza editoriale.
Il lavoro di Costa riassume, con dovizia di particolari, la vita di Muti e ripercorre, passo dopo passo, l’eroica vita di un soldato poco conosciuto e ancor meno ricordato. Dalla partecipazione, a soli 15 anni, alla Prima Guerra Mondiale fra le file degli Arditi, alla straordinaria impresa fiumana a fianco di D’Annunzio, fino agli scontri nelle campagne emiliano-romagnole al comando di una Squadra Fascista di Ravenna contro le insurrezioni social-comuniste.
In un crescendo di imprese ed eroismi, l’autore introduce gli eventi di cui fu attore Muti, quale pilota della Regia Aeronautica, durante la Guerra d’Etiopia e la Guerra di Spagna, e per le quali ricevette numerose decorazioni.
Il secondo conflitto mondiale vide Muti interprete di numerosi combattimenti nei cieli del Mediterraneo e, in particolare, artefice di una straordinaria impresa che lo portò, nell’ottobre ’40, a pianificare e realizzare con successo il bombardamento dell’isola di Bahrein, sede di una delle più importanti raffinerie di petrolio inglesi.
Gli episodi bellici che lo videro protagonista gli avrebbero fruttato una medaglia d’oro al V.M. a vivente, dieci medaglie d’argento al V.M. (di cui tre sul campo), cinque medaglie di bronzo V.M., l’Ordine Militare di Savoia, cinque croci al merito, due “Medalla Militar Spanola”, due croci di ferro germaniche (1° e 2° classe ) e ben 16 riconoscimenti onorifici tra italiani e stranieri.
Si tratta di un medagliere che fa di Muti, a tutt’oggi, il più decorato soldato d’Italia.
Costa narra, poi, del periodo durante il quale Muti fu nominato segretario del Partito Nazionale Fascista, soffermandosi su una serie di episodi ed aneddoti che mettono in risalto il nuovo spirito che anima Gim dagli occhi verdi (come lo aveva ribattezzato D’Annunzio) nell’organizzare e nel rinnovare un partito ormai cristallizzato negli sterotipi stabiliti da Achille Starace.
L’aspetto che suscita più interesse di questo nuovo libro su Muti è il racconto della sua tragica morte. Questa volta, dal buio della pineta di Fregene, dove l’eroe ravennate fu sparato nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1943, emergono nitidamente gli esecutori e i mandanti. Un pesante velo di omertà, steso da oltre mezzo secolo, viene finalmente squarciato da Giampaolo Costa.
Nel complesso un libro facile da leggere per comprendere un uomo fuori dal comune e senza schemi precostituiti. Un uomo d’arme e d’azione, un eroe di altri tempi, quasi in stile “omerico”, che con il suo anticonformismo ha stupito i suoi contemporanei e sorprende ed affascina, ancora oggi, a distanza di tanti anni.

Giampaolo Costa, Ettore Muti - la vita e l’azione di un eroe dimenticato, Pag. 160, Ma.Ro.Editrice,  Copiano (PV)

 

INTERVISTA

Un nuovo libro sulla figura di Ettore Muti. Daniele Lembo intervista l’autore, Giampaolo Costa.

Dott. Costa, lei è un medico molto impegnato nel suo lavoro presso la Divisione di Chirurgia dell’Ospedale di Fondi. Dove ha trovato il tempo per scrivere questo saggio?

Fin da ragazzo la storia mi ha sempre affascinato. Ho cercato di approfondire argomenti e personaggi di cui, nei libri adottati nelle scuole si parla poco o in maniera distorta. Per Ettore Muti è successo lo stesso. Da oltre dieci anni ho iniziato a raccogliere notizie e a confrontare documenti per riuscire a capire meglio un personaggio davvero straordinario.

In particolare, da dove scaturisce questo suo interesse per Ettore Muti?

Essenzialmente sono due le considerazioni che mi hanno attratto verso questo personaggio: il fatto che, a tutt’oggi, risulta essere ancora il soldato più decorato d’Italia e la sua tragica morte, avvenuta in circostanze poco chiare.

Partiamo da quest’ultima: la morte di Muti. Lei, per la prima volta, è molto chiaro
su autori e mandanti.

Si è vero. Ho lavorato utilizzando gli studi precedentemente editati, come il lavoro fatto dal grande storico Silvio Bertoldi, e sulle dichiarazioni rilasciate da coloro che hanno assistito al delitto. Il resto viene da se e il lettore può facilmente trarre le sue conclusioni.

Cosa pensa dell’uomo Muti: fu un pazzo incosciente o un personaggio d’altri tempi,
animato da grande coraggio?

Forse non fu né l’uno e né l’altro. E’ indubbio che l’animava una “logica” sregolatezza. Ma riusciva a dominare sempre con grande forza ogni impulso negativo, comportandosi con lucidità anche nei momenti più difficili e drammatici. Portava a termine le sue imprese con grande tenacia e decisione, riportando a terra i suoi aerei al limite delle possibilità. Forse è proprio questa la sua più affascinante caratteristica: quella di impegnarsi sempre e comunque fino ai limiti estremi consentiti.

Qual è, fra le tante, l’impresa di Muti che più ha ammirato?

Indubbiamente quella che l’ha portato a bombardare le raffinerie di petrolio di Bahrein. Siamo nell’ottobre del 1940, la guerra sembra volgere a favore delle truppe dell’Asse, e con quell’azione straordinaria, un volo senza sosta di oltre 4.000 km dall’isola di Rodi fino in Etiopia, passando per il Golfo Persico, viene dato un colpo
importante all’approviggionamento di carburante alle truppe inglesi dislocate in Nord Africa. Purtroppo, come sappiamo, l’azione non si rivelò decisiva per le sorti successive della guerra in Africa.

Cosa può insegnare al giorno d’oggi un uomo come Ettore Muti?

In un momento in cui si sono persi tanti punti di riferimento, l’esempio di Muti può essere importante per stimolare i giovani ad impegnarsi sempre con grande coraggio e spirito di sacrificio. Solo così si potrà costruire un mondo basato sul merito e non sulla semplice ed umiliante raccomandazione. Muti insegna ad osare sempre e a farsi trovare sempre preparati in ogni momento della vita.