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CONTROSTORIA FUTURA

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CARLO SAGGIOMO

“I CACCIATORI DEL VESUVIO -
TRENTA  EROICI PILOTI A DIFESA DEL CIELO DI NAPOLI
CONTRO CINQUECENTO BOMBARDIERI ANGLO-AMERICANI”

CONTROCORRENTE, NAPOLI, 2007.

    « È il cielo di Napoli.
Davanti a noi centinaia di enormi bombardieri su più piani oscurano il cielo come uno sciame di cavallette con la scorta che le ronza intorno incessantemente.
     Dalla nostra radio parte l’ordine di assalto.
Ci dividiamo subito i compiti: il primo scaglione ingaggia la scorta, mentre noi del secondo attacchiamo quell’altra massa di metallo che in un sol momento vomita tutto il fuoco del mondo».
    Carlo Saggiomo, un valente medico di prima linea, biologo, lavora al 118, nutre la passione del volo, pilota egli stesso, ha voluto raccontare la storia sconosciuta di quegli Eroi dell’aria che difesero la città di Napoli durante i suoi cento e uno bombardamenti. Ha condensato in duecentopagine quattro anni di appassionate e rigorose ricerche negli  archivi  dell’Aeronautica Militare, a Roma e pure nell’archivio dell’aeroporto napoletano di Capodichino.
     Con la passione dell’apostolo, ma con il rigore dello storico, libero da condizionamenti di parte,  ci fa rivivere l’epopea dei cacciatori della Regia Aeronautica che quotidianamente vegliavano sulla città martire.
    Sono pagine piene di pathos, anche se l’Autore non indulge alla retorica attingendo agli scarni rapporti di volo dei piloti che hanno vissuto quell’epopea; ma la passione emerge prepotentemente dall’atmosfera che si leva a poco a poco dalla mitica realtà dei rapporti, dalle cifre iperboliche delle fortezze volanti scaraventate su Napoli e ci avvince a questi combattenti che affrontano la morte ben coscienti dell’inferiorità dei mezzi con cui si battono contro un nemico prepotentemente armato e animato da proterva volontà distruttrice, convinto presuntuosamente di portare la sua fanatica “civiltà” bombardando e pure abbassandosi a mitragliare con feroce protervia le squadre di soccorso che scavavano i feriti tra le macerie.
     In questa lotta impari molti, troppi generosi piloti da caccia non sono tornati, ma gli altri, i superstiti, sempre più ridotti di numero e, sia pure con nuovi aerei man a mano potenziati e perfezionati - i MC 200, i MC 202 e infine i mitici MC 205, i caccia Reggiane - continuarono a battersi indomiti ma sempre più svantaggiati contro nugoli continuamente crescenti di nemici che la Consorteria del Grosso Capitale internazionale riusciva ad ingaggiare e ad armare con lo strapotere dei mezzi finanziari.
     Eppure i nostri eroici piloti del XXI e del XXII Gruppo da Caccia Terrestre continuavano a combattere cavallerescamente; non infierivano mitragliando il nemico sconfitto se si salvava col paracadute. Il tenente pilota Riccardo Monaco ricevette in omaggio, da un pilota americano che lui aveva abbattuto, un pugnale di argento. Il pilota americano era rimasto sbalordito della magnanimità del pilota italiano che non si era accanito a mitragliarlo mentre si salvava col paracadute. E già, perché loro, invece, i civilizzatori, i fanatici dell’Apocalisse, i bacchettoni americani che presumevano di essere protetti e missionari del Creatore dell’Universo, quando riuscivano ad abbattere i nostri, li perseguitavano vigliaccamente fino ad assassinarli appesi al paracadute. Era la norma anche per gli inglesi. Ma tant’è gli angloamericani non si vergognavano neanche di attaccare i bianchi idrovolanti di soccorso con ben visibili i contrassegni della Croce Rossa, quando ammaravano per soccorrere i naufraghi e non esitavano neanche ad attaccare e affondare, quando potevano, anche le navi ospedale. D’altronde nei bombardamenti non risparmiavano certo chiese ed ospedali, per quanto grandi e visibilissimi contrassegni avessero sui tetti.
     È stata ”la lotta del sangue contro l’oro”. Quello slogan, che ebbe all’epoca tanta fortuna, non è rimasto uno slogan retorico, è stato invece una fotografica, tangibile sintesi di una lotta epica che ha coinvolto i continenti.
     I vincitori, e tutti gli altri che son corsi ad arrembare il carro dei vincitori per mettersi al servizio del nuovo ricchissimo padrone, si sono affrettati a bollare i vinti con ogni mistificatorio oltraggio e solo in seguito, con larvata benevolenza, ci hanno consentito un po’ di buona fede, ma hanno sentenziato che abbiamo combattuto dalla parte sbagliata.
    Eh no, misericordiosi “vincitori”! Eh no, non siamo noi ad aver combattuto dalla parte sbagliata, noi ci siamo opposti con tutte le nostre forze, fino all’ultimo al predominio della Banking International Fraternity, che adesso ci opprime e che ci manda pure a combattere quei popoli che non vogliono piegarsi alla schiavitù del Grosso Capitale,  il quale domina le cosiddette democrazie finanziando i partiti di governo e pure quelli di opposizione addomesticata. In questo sistema mistificatorio la democrazia dei partiti è utile mezzo di asservimento inavvertito dei popoli alla schiavitù del Grosso Capitale, che ne sfrutta il lavoro servile, lucrando cifre iperboliche attraverso la stampa della moneta e pure attraverso le smisurate speculazioni mondiali delle Multinazionali.
     I giganteschi, armatissimi bombardieri “Liberator”, le fortezze volanti a cui fu imposto tracotantemente il nome beffardo “Liberator”, son venuti a “liberare” beffando Napoli e le altre nostre città, arandole con migliaia di bombe di grosso calibro per imporre ai sopravvissuti una classe dirigente, una Casta di cui il popolo finalmente oggi ha capito la vacuità e il rigido vassallaggio dalla consorteria capitalista USA/Israel.
    I bombardamenti liberatorii continuano ancora oggi nel mondo, ancora per imporre una democrazia arrendevole e facilmente influenzabile per l’asservimento inavvertito delle masse distratte.
     Ma un aedo, un giovane aedo, nonostante sessant’anni di predicazione capziosa e mistificante è sorto dalle nebbie di un passato demonizzato e ne disvela le spesse cortine fumogene cantando in prosa, con precisi riferimenti storiografici, il poema epico dei magnifici Cacciatori del Vesuvio la cui storia di morte e di vittoria è scritta  col sangue nella gloria del cielo di Napoli.

Francesco Fatica

Carlo Saggiomo, I Cacciatori del Vesuvio – Trenta eroici piloti a difesa del cielo di Napoli contro cinquecento bombardieri anglo-americani, con illustrazioni fuori testo.Controcorrente, Via Carlo De Cesare, 11;  80132 Napoli,  tel. 081-421349.         Pagine 200,  euro 10,00

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