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CONTROSTORIA FUTURA

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LA VIA CRUCIS GERMANICA  -  DER DEUTSCHE KREUZWEG

di Mario Varesi

    Per il perdurante, ostinato ostruzionismo  dei “censori” conformisti, soltanto oggi ci giunge notizia che il poeta Mario Varesi, ha scritto un agile ma appassionato e fecondo volume di questo titolo, contenente 14 sonetti di grande forza lirica, dedicati a città ed intere regioni tedesche martiri, estirpate dalla Germania per quel piano di annichilimento dell’Europa macchinato a Yalta, i cui effetti saranno destinati a durare molto a lungo se non si riusciranno a superare le autentiche mine politiche, premeditatamente lasciate, dai vincitori materiali della seconda guerra mondiale, per dilaniare l’Europa. E’ il classico metodo imperialista: “divide et impera”.

    Mario Varesi, che ha già cantato la tragedia dell’Italia, le sciagure delle popolazioni che furono martirizzate e delle terre che ci furono strappate, impianta la sua lirica a vibrante segnacolo di Storia  contro l’ignavia di chi tace i crimini compiuti, con connaturata,  proterva iattanza, dagli “Alleati” in combutta contro l’Europa, oggi ridotta a essere ininfluente nel contesto internazionale di fronte all’arrogante leadership degli USA, dominati dal capitalismo globale.

    Ma, in un quindicesimo sonetto Varesi vaticina la rivincita dello spirito contro l’oppressore materiale, «del sangue contro l’oro», come dicevano i Caduti.

    Varesi  ci ricorda la tragedia del popolo tedesco, sottoposto prima a terroristici bombardamenti indiscriminati, anzi proprio accaniti implacabilmente contro le popolazioni civili inermi, arse orribilmente col fosforo, in un autentico atroce genocidio, che è continuato dopo la fine del conflitto con le apocalittiche espulsioni di intere popolazioni dalle regioni sottratte alla Germania ( più di 12 milioni di tedeschi deportati; 2 milioni di tedeschi morirono o furono assassinati durante la deportazione – come ricorda lo stesso traduttore Adolf Walter, irredento dei Sudeti - ),  genocidio continuato  nei campi di concentramento in cui ne rinchiusero molti, moltissimi: militari e civili, compresi donne e fanciulli - per assassinarli subdolamente, ma ancor più sadicamente, attraverso l’imposizione di stenti ed angherie brutali -. E non mancarono linciaggi, torture, barbari assassinî, perpetrati in casi estremi,finanche cospargendo di benzina le Vittime per bruciarle vive, come riferisce Jean-Jacques Langedorf in una corrispondenza da Praga

       Non vanno dimenticate ben 4 milioni di donne di ogni età e condizione oltraggiate e violentate dalla perversione immonda della soldataglia sovietica, oltretutto imposta dalle barbare gerarchie militari, come estrema strategia bellica delle orde sovietiche. La chiamarono “liberazione”.  Era sempre il classico “divide et impera”.

    Per questi crimini di guerra, continuati con rinnovata efferatezza nel dopoguerra non ci furono tribunali, non ci furono giudici. Non ci furono storici. Di questo orribile olocausto non si doveva e non si deve ancora parlare: Vae Victis.

    Victis? Mario Varesi, invece, nella sua premessa conclude con un vaticinio ai Caduti tedeschi e italiani :«Victis Invictis Victuris» ( ai vinti invitti che vinceranno).

    In più Adolf  Walter ha tradotto  queste liriche in tedesco; pertanto,  a fianco ad ogni sonetto, è stampata la traduzione in tedesco, così come appaiono  le traduzioni in tedesco di ogni nota.  Quindi un volume bilingue che sottolinea il cameratismo di due popoli, che continua dopo la guerra combattuta in alleanza, contro il mondo materialista e dopo le gravissime mutilazioni subite dalle due nazioni. Cameratismo delle élites che continua - essendo ormai implosa l’URSS - contro la residua oppressione materialista: la pretestuosa, arrogante, sfrontata leadership degli USA..

    L’Autore ha dedicato le sue liriche:       

 

Ai soldati tedeschi
ovunque caduti
durante la seconda guerra mondiale;
ai cittadini tedeschi
massacrati dai bombardamenti
aerei terroristici;
ai milioni di donne tedesche
oltraggiate e violentate dai vincitori.

 

    Il libro La Via Crucis Germanica – Der deutsche Kreuzweg  può essere richiesto direttamente all’Autore:  Prof. Dott. Mario Varesi,    piazza Bibbiena, 1   -   20136   Milano.

                                                                                                                                  Francesco  Fatica

 

Riportiamo qui di seguito, per gentile concessione dell’Autore il primo sonetto dedicato alla Città Martire:

a Königsberg

         

Tra le pieghe del tempo ove il tuo fiore?
E’ dal quarantacinque che vizzisce
deluso e rassegnato all’oppressore
Financo il nome attonito svanisce
 
Eri scuola   pensiero di fulgore
Accademia delle armi che stupisce
virtù   leggenda   simbolo   valore
Königsberg deflorata   che svanisce
 
Deportata lontano è la tua gente
ed un linguaggio di parole spurie
da cinquant’anni lastrica viltà
 
Königsberg sbattezzata e tanto assente
la tua radice alza contro le ingiurie
sbriciola questa oscena civiltà

 

Königsberg

 

Nach dunkler Zeit, wo ist des Geistes Blüte,
die einst dich schmückte? Welk ist sie, verkommen.
Die feigen Unterdrücker haben rüde
selbst deinen hohen Namen dir genommen.
 
Du warst die Schmiede glanzvoller Gedanken,
die einst die Welt in Staunen lieb erbeben.
Symbole, edler Sinn und Werte sanken
mit dir in Staub, vernichtet, ohne Leben.
 
Hinweggejagt die Menschen deiner Gassen,
die dich geprägt. Mit roher Laute Tönen
ist niedre Sitte bei dir eingekehrt,
 
und dumpfe Fremdheit herrscht in deinen Straben.
Doch niemand hört dein schmerzlich leises Stöhnen;
entwurzelt bist du, Königsberg, entehrt.